SCANZANO
JONICO – Anche se tutti i sindaci invitati (e presenti sulla
brochure), erano assenti, dal Metapontino al Basso Sinni, eccezion fatta
per il vicesindaco ospitante Tonino
Ceruzzo, il convegno conclusivo delle manifestazioni in ricordo
della “battaglia di Scanzano”, organizzato da “Scanziamo le Scorie”
seppur per pochi intimi, soprattutto addetti ai lavori, può dirsi
riuscito perché i contenuti emersi sono di tutto rispetto. Ma
soprattutto perché era presente il governatore regionale
Vito De Filippo che proprio in
chiusura ha annunciato in anteprima che la Regione Basilicata con
delibera numero 1612 del 19 novembre
2007, ha
deliberato l’approvazione degli atti negoziali con i quali nell’ambito
dell’Accordo di programma quadro, in materia di Politiche e solidarietà
sociale, è stato previsto l’intervento per la realizzazione della Città
per la Pace in Basilicata per l’importo di 4,4 meuro. In pratica sono
fondi Fas (fondi aree sottosviluppate). “Il prossimo 10 dicembre
incontrerò Betty Williams a Roma – ha detto il presidente De
Filippo – parleremo di dettagli sulla gestione della struttura che sarà
a carico della Fondazione dei Premi Nobel. Di certo per la Basilicata
sarebbe un bellissimo segnale di internazionalizzazione, proprio laddove
si volevano mettere i rifiuti nucleari, nascerebbe una storia stupenda.”
Ma il governatore lucano, ha parlato anche della lezione di Scanzano che
4 anni fa ha cambiato il modo di approccio alle questioni energetiche
delle comunità locali: “ dopo la vicenda del novembre 2003 – ha fatto
constatare – si è sedimentata una coscienza ambientale che è il
“prodotto” di Scanzano che è stato il punto di non ritorno. Noi
avremmo bisogno di una centrale a turbo-gas, ma pensate, non
siamo riusciti nemmeno ad aprire il discorso.” Parlando poi delle 64
barre di combustibile di Elk River ancora in deposito all’Itrec presso
la Trisaia di Rotondella, (il tema del convegno era proprio “Liberarsi
delle scorie nucleari”) il governatore ha detto: “ l’iniziativa per far
sì che possano ritornare al “mittente” non si è mai fermata. La
Presidenza del Consiglio dei Ministri ha intrapreso da tempo la
trattativa. Ma non è facile. Si è persino parlato di India o
Azerbaijan.” Ma il presidente della Giunta regionale ha anche affrontato
la questione energetica regionale: “ abbiamo fermato tutto – ha fatto
sapere – in attesa della definizione del Piano energetico ambientale,
affidato da noi ad un soggetto pubblico. Esso è strutturato su due
obiettivi. Il primo – ha spiegato – vuol rispondere alla domanda su come
si possa creare energia in Basilicata visto che l’auto produzione
soddisfa soltanto il 50 per cento del fabbisogno. Il secondo obiettivo –
ha continuato – risponde al quesito su come questa operazione non debba
incidere in negativo sull’ambiente, l’agricoltura, l’eco-sostenibilità.
Quali fonti favorire? Certamente – ha concluso De Filippo – quelle
alternative saranno sempre più incentivate ed autorizzate. Essendo
queste, le energie del futuro, che non fanno male e che sono a lunga
durata, al contrario delle fonti fossili (petrolio,ecc. ndr) che hanno
al massimo 70 anni di vita.” All’incontro ha partecipato anche il
professor Massimo Scalia, docente di Fisica e Matematica dell’Università
La Sapienza di Roma: “gli Usa – ha detto a proposito delle barre di
uranio di Elk River – non se le vogliono “ricuccare” indietro. Esse
devono essere stabilmente controllate dall’Apat e dall’Arpab, nonché dai
cittadini. La Sogin – ha concluso - faccia quello che deve fare e lo
faccia bene…” Sono intervenuti anche
Giuseppe Di Taranto ed Antonio
Stasi in rappresentanza delle organizzazioni di categoria
agricole Coldiretti e Cia. Entrambi hanno ricordato il ruolo e la
fermezza degli agricoltori durante la protesta del 2003. “Se oggi – ha
detto Stasi – qui si fa ancora agricoltura e queste terre hanno un
futuro, il merito è della gente lucana che insieme agli agricoltori ha
scongiurato il pericolo della pattumiera radioattiva”.